Settimana mondiale dell’allattamento al seno, 5 fatti che forse non sapete – SLUM

La prima settimana di ottobre è la settimana mondiale dell’allattamento al seno. Spesso ci si imbatte in luoghi comuni, pregiudizi e falsi miti riguardo all’allattamento, per esempio c’è chi crede che faccia male dopo i sei mesi, o che si debba seguire una dieta particolare mentre si allatta, o che l’allattamento vizi i bambini. Proviamo quindi a sfatare qualche mito e a dare qualche informazione interessante. Per esempio sapete quanto è piccolo lo stomaco di un neonato e quanto poco latte sia sufficiente per saziarlo? E conoscete i benefici dell’allattamento per la salute? Ve li diciamo subito!

l’immagine: “Breastfeeding at Görlitzer Park” di Laura Breiling, il suo tumblr qui

I benefici dell’allattamento

Oltre a essere gratuito, sempre disponibile e sempre alla temperatura giusta, il latte materno ha molti benefici sia per la salute materna sia per quella neonatale. Nella mamma (o nel papà/genitore che allatta al seno) l’allattamento aiuta a prevenire i tumori al seno e alle ovaie, riduce il rischio di osteoporosi, riduce il rischio di malattie cardiovascolari e aiuta a prevenire l’obesità; nel neonato riduce il rischio di obesità, diabete, problemi polmonari, infezioni, problemi gastrointestinali, problemi cardiovascolari, e riduce il rischio di morte in culla e leucemie nell’infanzia.
Inoltre, un* bambin* allattat* al seno è meno soggetto a coliche e stitichezza e anche a rigurgiti, perché ingoia meno aria rispetto a un bambino che mangia tramite biberon.

Solo latte!

Un bambino allattato esclusivamente al seno non ha bisogno di nessun tipo di alimento complementare né di acqua fino ai sei mesi di età, quando è consigliabile iniziare lo svezzamento. Il latte umano contiene elementi non riproducibili nel latte artificiale, per esempio anticorpi che danno protezione al bambino prima che abbia l’età per le prime vaccinazioni, ed è bene specificare che alla nascita non si produce latte ma colostro, una sostanza estremamente nutriente anche in piccolissime quantità. Il latte vero e proprio arriva dopo qualche giorno.
L’OMS racccomanda sei mesi di allattamento esclusivo e di continuare ad allattare dopo l’introduzione di altri alimenti fino ai due o tre anni di età.

Latte per tutt* senza paura!

Sfatiamo dei miti: il bambino non diventa “mammone” o “viziato” se allattato al seno. Il seno viene usato dal bambino anche come strumento consolatorio, ma ciò non lo rende meno indipendente di bambini allattati artificialmente.
Si può allattare un neonato prematuro. È anzi particolarmente importante farlo, poiché il suo tratto gastrointestinale è molto delicato e potrebbe non tollerare bene il latte artificiale. Se il neonato è troppo piccolo per potersi attaccare al seno, gli si può dare latte materno tirato, tramite siringa o sondino.
Non solo, il latte è davvero per tutt*: si può allattare un bambino adottato. Tramite adeguata stimolazione del seno è possibile produrre latte anche senza aver partorito, e l’allattamento può essere un buon modo per rafforzare il legame con un bambino adottato in giovanissima età.

Ma quanto latte?

Alla nascita, lo stomaco di un neonato ha le dimensioni di una ciliegia per i primi due giorni. Bastano poche gocce per saziarlo. In generale, un bambino allattato al seno non può mangiare troppo, cosa che invece può accadere con l’allattamento artificiale.
È preferibile allattare a richiesta anziché a orario. Il bambino dà segnali di fame, di cui il pianto è l’ultimo. I primi segnali di fame sono movimenti della testa, apertura della bocca, infilarsi in bocca le mani o l’angolo della coperta. Se il bambino arriva a piangere, va consolato e tranquillizzato prima di offrirgli il seno.

Non allatti se hai latte, hai latte se allatti” : la stimolazione del seno aiuta a produrre ormoni che regolano la produzione e la secrezione di latte, quindi più si stimola il seno (attaccando il neonato e/o tramite spremitura manuale o con tiralatte) e più latte verrà prodotto. Estremamente raro è non produrre latte a sufficienza. Molto spesso i motivi per cui l’allattamento non va a buon fine sono altri, in particolare la mancanza di adeguato sostegno da parte dei professionisti sanitari. Esistono gruppi di mutuo aiuto e consulenti specializzati nell’allattamento.

Allattamento libero!

Al contrario di molte opinioni comuni, si può mangiare di tutto mentre si allatta e si può anche bere alcol, purché sia passato un tempo sufficiente tra assunzione dell’alcol e allattamento, in modo che l’alcol non passi nel latte.
Non c’è solo l’allattamento, nella vita! Il latte umano può essere conservato in frigorifero per sei giorni e in congelatore per sei mesi. Questo permette di poter tornare a lavorare, o progettare di lasciare il bambino con altre persone, senza dover ricorrere al latte artificiale.

breastfeeding2

Laura Breiling


Barbara McLeod Montani, studentessa di ostetricia

 

 

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