Kink and Trust: come alcun* survivors guariscono il proprio trauma con il BDSM – GoMag – SLUM

L’articolo originale è stato scritto da Corinne Werder nel Novembre 2017, potete trovarlo qui.

Come sopravvissuta alla violenza sessuale, ho scoperto che esplorare i miei kink (fantasie, preferenze non conformi, “fetish”, ndr) con i partner di cui mi fido è un’esperienza veramente catartica. Mi dà la possibilità di rivendicare il mio corpo come fonte di piacere, anziché d’ansia, depressione o trauma. Ho il pieno controllo su quanto duramente voglio essere frustata e su quali sensazioni voglio provare con l’altra persona. Grazie a questo, ho imparato a esprimere meglio cosa voglio per me stessa e a capire i miei desideri.

Il BDSM (bondage, dominazione, sadismo e masochismo) è un’attività potente che viene praticata per ragioni diverse. Può essere una pratica sessuale incentrata sulle dinamiche di potere, o sul provare dolore come una forma di piacere. Questa pratica può anche essere usata come uno strumento per aiutare a elaborare un trauma. Il BDSM è interdisciplinare, quindi la pratica effettiva varia da persona a persona. Questo perché i kink si presentano in molte forme: sospensioni, giochi di ruolo, restrizioni fisiche, scambi di potere, infliggere dolore, sculacciate e giochi d’età, solo per elencarne alcuni.

E mentre c’è un sacco di dibattito sull’argomento BDSM, in generale, c’è anche chi che corre alle armi quando sente parlare di survivors che hanno curato i propri traumi attraverso i loro kink. Sebbene gli psicologi abbiano storicamente patologizzato il comportamento kinky come “Disturbo del sadismo sessuale e del masochismo sessuale” – esistono ricerche che mostrano che le persone che praticano il BDSM sono in realtà meno nevrotiche, più estroverse, più aperte a nuove esperienze, più coscienziose, meno suscettibili al rifiuto e hanno un benessere soggettivo più elevato delle persone non kinky. Uno studio statunitense ha notato che le coppie che fanno BDSM sono meno stressate e si godono maggiormente la loro intimità dopo il rapporto.

Chocolate Chip ed Eros LaFemme nell’episodio della serie Crash Pad 219

Tutto ciò per dire che il BDSM è una forma di espressione sessuale salutare e consensuale – in effetti, l’attuale modello di consenso delle “quattro C” del BDSM si basa sulla cura, sulla comunicazione, sul consenso e sulla cautela. “La persona che gioca seriamente col kink insiste che i/le/* partecipanti siano presenti senza che siano state mosse pretese di alcun tipo e sulla pura voglia di connettere la propria “umanità più cruda” a quella dell’altra persona”, afferma la sex writer Midori .

Sebbene non tutte le persone survivor useranno il BDSM come una forma di elaborazione del trauma, è stato dimostrato per qualcun* è funzionale per via della correlazione diretta tra il lavoro sul trauma e la “scena” del BDSM (la scena si riferisce all’atto kinky che le persone stanno praticando). “Il BDSM mi ha insegnato a usare la mia voce e parlare quando sento che sia stato superato un limite”, dice Angie, una survivor. Questo molto spesso funziona per le persone che sono già kinky e vogliono usare questi kink come strumento per la propria guarigione.

L’obiettivo del lavoro sul trauma è l’empowerment per la persona survivor. Gli psicologi usano uno specifico processo in tre fasi per lavorare sugli eventi traumatici dei loro clienti. Questo processo in tre fasi imita da vicino le tre fasi di una scena BDSM. Tuttavia, è importante ricordare che esiste una differenza tra la rievocazione del trauma e la padronanza del trauma. Una scena potrebbe andare storta e ri-traumatizzare qualcun* se sta cercando di ricostruire il suo trauma senza aver stabilito e espresso dei limiti o una safe word (una parola d’ordine con cui si ferma il gioco, ndr). Mancare questa fase è fondamentalmente come consentire al trauma di sedere al posto di guida di un’auto che sfreccia 100 miglia all’ora lungo l’autostrada, senza pedaggio e nella direzione opposta. Praticare il BDSM come una modalità per affrontare un trauma dovrebbe riguardare il dominare (mastering) il trauma. Dovresti essere al posto di guida per tutto il tempo e poter guardare ogni tanto il tuo trauma rannicchiato sul seggiolino.

“Una volta mi è stato detto che il BDSM poteva aiutarmi a superare il mio trauma, ma l’ho guardato subito con disprezzo ignorando il consiglio, fino a quando non ho scoperto lo Shibari [la schiavitù giapponese della corda]”, dice Jolene. “L’anno scorso io e la mia compagna abbiamo provato queste restrizioni fisiche e ho iniziato a sentire piacere nell’essere sottomessa in modo sano e consensuale. Quando le corde mi trattengono, avverto un senso di potere perché le sto guidando io e ho il controllo di quanto andiamo lontano. Una piccola sculacciata (paddling, una sculacciata con un oggetto piatto chiamato paddle, “pagaia”, ndr) può anche essere un ottimo modo per sentirsi porche, ma senza vergognarsi. Dopo aver finito, a volte piango di commozione perché realizzo che va bene provare di nuovo piacere. ”

La prima fase del lavoro sul trauma con uno psicologo riguarda lo sviluppo delle competenze. Lavori sulla creazione di meccanismi di coping e di limiti per proteggerti dai trigger (“inneschi”, ciò che ti fa rievocare il trauma, ndr). Ciò si lega al primo passo di una scena kink: si negozia. Capisci con il tuo o i tuoi partner quali sono i “no” di ciascun*, a che tipo di gioco vuoi giocare, quali sono le tue parole o gesti d’ordine. Tutto ciò è fondamentale affinché la scena sia sicura e consensuale.

Il secondo passo per affrontare il trauma riguarda l’esposizione consapevole e controllata. Il terapeuta di solito espone il proprio cliente a parlare e ricordare i dettagli del trauma in uno spazio sicuro per poterlo elaborare tranquillamente. Ciò consente di contenere il trauma, di confinarlo in un contenitore metaforico, separato dal resto della vita quotidiana. In una scena BDSM, il secondo aspetto è il gioco. Il gioco BDSM è un’occasione per provare dolore, paura, eccitazione, impeto e adrenalina in modo sicuro e contenuto. Decidi tu che tipo di scena vuoi fare – sospensioni, giocare con gli aghi o giochi di ruolo – e se sei la/il/* sottomess*, potrai dire la parola d’ordine non appena ti sentirai triggerat* – il che rende la scena un posto safer (più sicuro) per esplorare il trauma.

“Sicuro, sano e consensuale, in questo caso non significa soltanto che il/la/* dominatore/trice/* abbia il controllo, significa che come dom è responsabile di sorvegliare ogni reazione dell* Sub (sottomess*). Se l’entusiasmo si abbassa, deve supporre il peggio, non pensa che l’altra persona sia in sub-space*”,  scrive Medic Rabbit.

* La comunità BDSM definisce come sub-space (sottospazio) uno stato di coscienza alterato che genera una sensazione piacevole e fuori dal tempo, quasi “fluttuante” e estatica, a causa della temporanea riduzione dell’attività cerebrale nella corteccia prefrontale.

Il processo finale del lavoro sul trauma è l’integrazione. Il terapeuta lavora con il cliente perché reintegri se stess* nella vita quotidiana e possa utilizzare le abilità imparate nel primo passaggio in caso di trigger. È come la posa savasana nello Yoga. Se salti quella posa dopo una pratica Yoga, ti sentirai strano e incompleto quando lasci la lezione. E’ uno step simile all’ultimo passo in una scena BDSM, che è l’aftercare (la post-cura). Discuti e descrivi con l’altra persona come è stata la scena, cosa ha funzionato e cosa no e cosa vuoi provare con maggiore intensità la prossima volta. Questa “revisione” può continuare anche per una settimana dopo l’esperienza, perché il modo in cui elabori un’esperienza non avviene sempre nell’imediatezza.

Dopo aver vissuto un evento traumatico, in cui ti sentivi completamente impotente, senza speranza, in cui temevi di morire e ti sentivi ingabbiato, riprendere il controllo del tuo corpo può essere estremamente potente. È un atto di rivendicazione alla faccia della paura. Il tuo corpo diventa uno strumento di guarigione attraverso queste scene catartiche. Alcun* survivors di esperienze di stupro scelgono persino di recitare in una scena simile al loro stupro, ma cambiandone il finale, sentendone un enorme senso di liberazione e guarigione. Il che ha molto senso, perché il trauma può scandirsi in un ciclo nel tuo cervello, finché non interrompi quel ciclo con input diversi o nuovi.

Il potere di un’esperienza viscerale è stato studiato in psicologia, principalmente in senso negativo correlato al DSPT (disturbo da stress post-traumatico). Ci sono in realtà sempre più prove che è vero il contrario. Gli scienziati stanno ora studiando la terapia psichedelica e in che modo gli stati mistici indotti da intense esperienze viscerali possono avere un impatto positivo (a volte persino curare) condizioni come depressione , DSPT e ansia .

“Quando ho iniziato a esplorare il BDSM non aveva assolutamente nulla a che fare con il guarire il mio trauma. Volevo solo esplorare la mia sessualità e il BDSM sembrava una strada logica da percorrere”, dice Angie. “Ho imparato che durante il gioco posso stabilire i miei limiti, il che mi ha aiutato ad imparare a rilassarmi completamente e godermi il momento con l’altra persona. Non mi ero concentrata sul proteggermi o sull’aspettare che qualcosa andasse storto. Dopo il gioco, ho anche sperimentato un sub-drop (un momento di “sgonfiamento” simile all’episodio depressivo, ndr) che è stato piuttosto intenso. Ma noi, i miei partner ed io, avevamo instaurato un rapporto di fiducia prima, e questo ha aiutato a affrontare quel momento. “

L’esperienza di Angie rispecchia quella di molt* survivors che si sono sentit* pers* nei loro tentativi di riappropriarsi della propria sessualità dopo un trauma. Sapere che va bene provare di nuovo piacere – specialmente se il tuo trauma ha in qualche modo condizionato le tue esperienze sessuali – sembra qualcosa di strano per tutt*. Ricorda che tu meriti piacere. E se il BDSM può aiutarti a guarire, vieni ed esplora il tuo trauma in un ambiente sicuro: perché non concedersi questa libertà?


Corinne Kai è caporedattrice ed educatrice sessuale presso GO Magazine. Puoi ascoltare il suo podcast Femme, Collectively o iscriverti alla sua newsletter sul benessere delle streghe  o semplicemente seguirla su Instagram . 

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