Ad una settimana dall’inizio delle proteste, alcune riflessioni sulla situazione – SLUM

Abbiamo indagato le varie fasi delle proteste iniziate dopo la morte di George Floyd, adesso Francesco Morana tira le somme di questa settimana. Questo articolo è stato scritto il 3/6/20, buona lettura.


Negli ultimi giorni, le contraddizioni interne alla società statunitense sono letteralmente esplose, portando in pochissime ore ad una situazione da guerra civile.

Se la scintilla è stata l’ennesima morte di un afroamericano causata dalla polizia, i cui membri sono spesso affiliati ad associazioni fasciste e di suprematismo bianco, appare chiaro che la situazione è già diventata “altro”, come ha riconosciuto lo stesso governatore del Minnesota [1], facendo sfogare la rabbia sociale della popolazione statunitense.
Del resto, la benzina sociale, negli Stati Uniti d’America, viene sparsa da più o meno un paio di secoli.

Molt* statunitensi questa volta hanno tracciato una linea netta oltre cui non sono più dispost* a subire, o far subire ad altr*, la violenza sistemica su cui è fondata la loro società.
Il numero di proteste negli Stati Uniti è salito a livello esponenziale, ed è impressionante vedere la concentrazione di proteste organizzate su una mappa interattiva [2]. Proteste che, tra le altre cose, stanno cominciando anche ad espandersi al di fuori dei confini statunitensi. Arrivando a toccare l’Europa.

Il comportamento violento della polizia nel trattare i/le manifestanti non sta certo aiutando, anzi, altri afroamericani sono stati uccisi nel corso degli ultimi giorni, contribuendo al muro contro muro.

Nel giro di pochi giorni abbiamo assistito all’imposizione del coprifuoco su più o meno tutto il territorio statale. Come riportato nei precedenti report, fino al 31 maggio si contavano almeno una quarantina di città sotto coprifuoco. Ad oggi (3 giugno), una lista del genere non si riesce a reperire né facendo affidamento sull’informazione mainstream statunitense, né consultando fonti dirette.
Alcune fonti di prima mano mi riferiscono che molte città erano già in lockdown per via della pandemia, e che questo è stato trasformato direttamente in coprifuoco.

Per coronare il tutto, il Presidente Donald Trump ha schierato in campo l’esercito ed i/le manifestanti hanno iniziato a rispondere al fuoco con il fuoco.

Ad esasperare gli animi, molto probabilmente avrà influito anche l’anniversario del massacro di Tulsa[3], avvenuto tra il 31 maggio e il 1 giugno del 1921. Molti cittadini afroamericani avranno tirato le somme, capito che quasi nulla è cambiato, a parte aver avuto il contentino di vedere un ne**o da cortile alla presidenza degli Stati Uniti.

Se bisogna morire in ogni caso, avranno pensato, qualunque cosa si faccia, semplicemente perché si esiste, allora è meglio morire per strada che restando in casa.

In queste condizioni è chiaro che ogni mediazione è ormai, definitivamente e completamente, saltata, e che gli apparati statali non vedono più i loro sudditi come cittadini, ma li trattano come nemici.

Dovrebbe fare specie sentire un giornalista della CNN commentare le immagini delle proteste di fronte alla Casa Bianca con parole come “Apri gli occhi, America. Apri gli occhi. Siamo sulla soglia di una dittatura, siamo nel caos. Non vi sembra che il presidente stia dichiarando guerra agli americani? Che cosa sta succedendo?” [4]. È chiaro che qualcosa si è rotto.

La repressione poliziesca si era già sperimentata, ad esempio, nel 2017 quando nel leak di un documento di una forza di sicurezza privata, i/le/* manifestanti che protestavano contro Dakota Access Pipeline erano stat* etichettat* con termini di guerra, dunque considerati a tutti gli effetti come nemici, e trattati come tali, dunque con tecniche contro-insurrezionali [5] [6].

In quel caso, la polizia aveva agito di concerto con agenzie di sicurezza private.
Oggi, sta agendo in combutta con i gruppi fascisti e di suprematismo bianco.
Questo non deve stupire, in quanto il sodalizio tra membri degli apparati statali e i white suprematist non è cosa di ora, ed i legami dei due gruppi sono stati denunciati più di una volta dalle associazioni di sinistra statunitensi [7][8] [9] [10] [11] [12]

Le componenti dei/delle manifestanti sono molto eterogenee così come le loro richieste.
Se a Minneapolis si sentivano i/le manifestanti più radicali scandire “Abolish Police”, in rete circolano petizioni in cui si chiede un definanziamento della polizia, l’istituzione di un organo di controllo indipendente, ed altre richieste di riforma del sistema [13] [14].

Ma il sistema non può più essere riformato a questo punto, non nel momento in cui la polizia spara su chiunque si trovi per strada.

Su un canale telegram gira questo messaggio:

Cops are on a complete rampage. Targeting journalists, beating crowds for no reason, aiming teargas and rubber bullets directly at people, pulling their guns, yanking ppl out of their cars, driving into crowds. It’s all on video. Push hard on this angle, the tide will turn against them.

Molteplici e documentati sono i casi di attacchi volontari della polizia verso i/le/* giornalist*.
A questo link se ne può trovare un elenco in continua evoluzione [15].
L’evolvere degli eventi potrebbe ben presto portare alla radicalizzazione di molt* altr* persone, ed anche se la rivolta dovesse essere schiacciata, gli/le statunitensi ne ricaverebbero una grande lezione per la prossima ondata di rivolta: alla forza si risponde con la forza.

Già nel 2011 con l’esperienza di Occupy in molt* avevano toccato con mano cosa vuol dire l’espressione “monopolio legale della violenza”, ed a questo giro sembra che non si voglia ripetere il copione.

Se saltasse il fronte interno, gli Stati Uniti potrebbero letteralmente gettare nel caos il resto del mondo, essendo il paese con più fronti di guerra aperti ed attivi nel mondo.
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha riportato, per il solo anno 2018 la bellezza di 279.240 edifici di sua proprietà sparsi per il mondo e valutati approssimativamente 749 miliardi di dollari [16] .
Il budget del Dipartimento della Difesa statunitense per l’anno 2020 ha presentato un budget di 738 miliardi di dollari [17].

L’ordine che, specialmente nei paesi del Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno costruito manu militari, potrebbe saltare e lasciare un pericoloso vuoto di potere. Cosa accadrebbe se i soldati statunitensi stanziati in altre parti del mondo si schierassero contro il proprio stato?

La fantascienza ci ha abituati a concepire il 2020 (anno più, anno meno) come un punto di non ritorno nella storia umana, e le immagini che si potevano vedere in un Soylent Green o in un Escape from New York non sono poi tanto distanti dalla realtà.

Nel giro di pochi mesi abbiamo assistito ad uno sfogo di tensione in Iran a Gennaio, stiamo facendo esperienza di una pandemia a livello globale, che ha posto diversi miliardi di persone in una condizione da coprifuoco, e siamo i/le testimoni di quella che potrebbe presto diventare una guerra civile (o forse lo è già) all’interno del paese capitalista più importante del mondo.

Tutto questo in condizioni di “contorno” di un disastro ambientale planetario e nel mezzo di una crisi economica che si protrae, ad ondate, dagli anni ’80.

Se saltano gli Stati Uniti potrebbe anche saltare la Cina insieme ai suoi progetti della Silk Road Belt. A quel punto potrebbero saltare i continenti africano ed europeo. Tra poco la storia potrebbe chiamarci all’appello e il corso degli eventi a prendere una posizione sempre più netta.


[1] https://www.9news.com.au/world/minneapolis-riots-following-death-of-george-floyd-in-custody/8f8edff0-330e-4624-afc0-4b9b046b65ea
[2] https://www.wikiwand.com/en/List_of_George_Floyd_protests
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Disordini_razziali_di_Tulsa
[4] https://www.facebook.com/francesco.morana.716/videos/260417108363510/
[5] https://theintercept.com/2017/05/27/leaked-documents-reveal-security-firms-counterterrorism-tactics-at-standing-rock-to-defeat-pipeline-insurgencies/
[6] https://theantimedia.com/dakota-access-pipeline-oil-leaks-militarized-police/
[7]https://twitter.com/letsgomathias/status/1266210974580817922
[8] https://atlantaantifa.org/2018/09/05/cop-and-klan-east-ellijay-police-officer-supports-the-united-northern-southern-knights
[9] https://atlantaantifa.org/2019/05/17/far-right-in-chatham-emergency-services-part-1-jasper-collins/
[10] https://atlantaantifa.org/2019/04/09/white-nationalist-ravensblood-kindred-features-haralson-county-jailer-and-active-duty-national-guardsman/
[11] https://atlantaantifa.org/2018/10/25/racist-southern-secessionist-is-republican-party-precinct-chairman-for-east-ellijay-georgia/
[12] https://atlantaantifa.org/2018/08/06/hitler-did-nothing-wrong-spalding-county-deputy-sheriffs-express-far-right-allegiance/
[13] https://twitter.com/jarenstan/status/1266822048531308547
[14] https://biglink.to/blmpetitions
[15] https://www.bellingcat.com/news/americas/2020/05/31/us-law-enforcement-are-deliberately-targeting-journalists-during-george-floyd-protests/
[16] BASE STRUCTURE REPORT –FISCAL YEAR 2018 BASELINE pag. 10 su 204 https://www.acq.osd.mil/eie/Downloads/BSI/Base%20Structure%20Report%20FY18.pdf
[17] https://militarybenefits.info/2020-defense-budget/

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