L’inferno di prigioni e campi ICE: rivolte di massa, violazioni dei diritti umani e insabbiamenti. L’altra faccia dell’insurrezione negli Stati Uniti – SLUM

Francesco Morana scrive ancora a proposito delle proteste in corso negli Stati Uniti. In questo articolo parliamo della realtà delle carceri, definibili ormai come veri e propri campi di concentramento.



La situazione delle istituzioni di detenzione statunitensi durante la pandemia e l’insurrezione di Maggio-Giugno è stata particolarmente delicata. Nei report precedenti avevo fatto menzione di alcuni episodi di repressione all’interno delle carceri, così come della situazione all’interno dei campi ICE in cui le persone imprigionate venivano esposte a massicce dosi di disinfettante che causavano ustioni e sanguinamenti [1].

Le carceri tra pandemia e rivolte di massa

Fin dall’inizio dei lockdown dovuti alla pandemia, le carceri sono state le prime a saltare un po’ ovunque nel mondo, complici le pessime condizioni interne e l’impossibilità del distanziamento delle persone detenute. Diverse associazioni, come la American Civil Liberties Union e The Sentencing Project, segnalavano che le prigioni sarebbero divenute luoghi micidiali per le persone detenute, chiedendo il rilascio dei prigionieri più vulnerabili. [2]

In effetti, alcuni passi in questo senso sono stati fatti negli ultimi mesi, ma sono risultati essere decisamente insufficienti.
La popolazione carceraria statunitense nel 2019 superava i 2 milioni di unità [3] (per la precisione 2.121.600 unità), e si attesta attualmente sulle 2.193.798 unità [4], con un tasso di occupazione dello spazio carcerario del 107,6 %. Per una panoramica dei dati della diffusione del covid-19 all’interno delle carceri di ogni singolo stato federale consiglio la consultazione del sito https://covidprisondata.com/

Non deve stupire che in una situazione carceraria del genere si segnalava che da metà maggio a metà giugno il numero di morti legate al coronavirus fosse aumentato del 73%, con i cinque maggiori cluster del paese localizzati all’interno delle carceri [5] per un totale di 68.000 contagiati nel solo periodo preso in considerazione.

Non solo la minaccia pandemica, ma anche il pericolo degli incendi ha posto in serio rischio le vite dei detenuti. Circa 1450 persone sono state infatti evacuate giorno 8 settembre da tre strutture (Mill Creek, Santiam, Oregon) a causa degli incendi in zona, per essere portate al Penitenziario di Stato dell’Oregon. Tale penitenziario aveva già una situazione interna critica, essendo infatti un cluster in cui si sono accertati almeno 143 positivi al coronavirus. [6]

Uno dei prigionieri evacuati riporta che le risse interne vengono spesso sedate tramite ricorso allo spray al peperoncino, e che successivamente viene negato ai detenuti di lavarsi per rimuovere le tracce dell’irritante. Inoltre, continua, viene usata della candeggina per lavare via il sangue dopo le risse (non è chiaro dal testo se venga usata direttamente sulla pelle dei detenuti) e che gli standard di sicurezza interni vengano completamente ignorati dalle guardie.

Un’altra evacuazione, sempre a causa degli incendi, ha riguardato circa 1300 detenute. Viene riportato che le detenute sono rimaste legate per tutto il tempo del viaggio, lasciate completamente a sé stesse, senza possibilità di andare in bagno né di poter usare ricambi di assorbenti per le mestruazioni. [7]

Questo mix di cause ha tra l’altro notevoli ripercussioni per quanto riguarda i servizi di pubblica utilità del paese: ad esempio, i vigili del fuoco californiani sono per buona parte reclutati all’interno della forza lavoro carceraria. Ma se i maggiori cluster di covid-19 sono localizzati nelle prigioni, è facile capire che presto o tardi mancherà personale per affrontare gli incendi, e così è stato. [8]

Il leak di un video [9] girato da un detenuto all’interno di un istituto di correzione dell’Alabama mostra una situazione malsana, in cui i detenuti sono costretti a vivere in quarantena ammassati, senza acqua corrente, all’interno di una struttura degradata che appare essere allagata per via della pioggia.

Non deve stupire nemmeno, dunque, viste le condizioni, che ci siano state e continuino ad esserci rivolte all’interno delle carceri.

L’8 aprile, il Monroe Correctional Complex nello Stato di Washington è stato teatro di una protesta inscenata da diversi detenuti. Le cifre dei rivoltosi variano dalle 100 alle 200 persone [10]. La protesta è stata sedata come di consueto con lacrimogeni, spray al peperoncino e proiettili di gomma e si pensa sia stata scatenata dalla notizia che sei persone all’interno dell’unità di minima sicurezza fossero positive al covid-19.

Un’altra rivolta si è registrata nella Ware State Prison in Georgia il primo agosto.[11] Inizialmente i media mainstream non avevano fatto esplicita menzione di una rivolta all’interno della prigione, sebbene tra gli account dei gruppi della sinistra radicale abbiano poi iniziato a circolare informazioni di prima mano provenienti direttamente dall’interno del carcere [12].

Si è potuto apprendere che i prigionieri avessero preso in ostaggio le guardie [13] e che i rivoltosi fossero circa 1500. Per un resoconto di quanto avvenuto segnalo un report di un cittadino abitante a pochi km dalla prigione. [14]
Riporto solo un paragrafo per mostrare la gravità della situazione

“According to many posts, some even by inmates’ family members, the inmates weren’t being fed. Air circulation was being cut off. Some couldn’t take showers for days. Tensions were high due to another inmate dying two weeks ago.”

Secondo quanto scritto dall’Incarcerated Workers Organizing Commitee[15], fin dall’inizio della pandemia, ai carcerati non sono state fornite cure adeguate, così come sono stati negati che i sintomi di malessere accusati fossero imputabili al covid-19 [16].

Nella prigione di Stato del New Hampshire, si è verificata una rivolta il 22 agosto. I detenuti della Close Custody Unit, la sezione più limitata del carcere dopo l’unità di massima sicurezza, si sono rifiutati di tornare nelle loro celle dopo essersi recati alla mensa. [17]

Successivamente, un gruppo tra i detenuti ha appiccato un piccolo incendio e nel contempo ha cercato di allagare la sezione. Dopo la rivolta, la sezione è stata posta in lockdown, mentre il resto delle unità del carcere ha continuato a funzionare normalmente. Secondo le autorità della prigione “i motivi del gesto di protesta rimangono sconosciuti”.

Il 14 settembre i prigioneri del Chippewa Correctional Facility, nella zona della penisola superiore del Michigan, si sono impossessati di un’unità del complesso carcerario per circa cinque ore e l’hanno completamente distrutta [18].
Il motivo sembra essere stato il fatto che duranta la prima serata di Domenica, una guardia abbia usato il taser su un detenuto per sedare una rissa tra tre persone. Il detenuto colpito è stato poi trasportato all’ospedale ed è successivamente rientrato nell’edificio.

Circa 40 prigionieri, pensando che il loro compagno fosse morto, si sono poi avvicinati alle stanze delle guardie minacciando gli agenti presenti, per poi distruggere gli equipaggiamenti della polizia e danneggiare pesantemente l’unità del complesso [19].

In tutto ciò le notizie sono state spesso insabbiate, o comunque fatte passare sotto traccia, da parte delle autorità carcerarie.
Con una situazione così critica, far circolare pubblicamente informazioni del genere significherebbe gettare benzina sul fuoco di condizioni di vita diventate ormai insostenibili, che ci si trovi in una prigione vera e propria o in una gabbia dorata all’esterno poco importa.


[1] https://news.yahoo.com/immigrant-detainees-say-ice-is…
[2] https://www.newsweek.com/coronavirus-spread-wildfire…
[3] https://www.statista.com/…/the-countries-imprisoning…/
[4] https://worldpopulationreview.com/…/incarceration-rates…
[5] https://www.commondreams.org/…/mass-murder-covid-19…
[6] https://perilouschronicle.com/…/were-suffering-in-here…/
[7] ibidem
[8] https://www.sacbee.com/…/fires/article243977827.html
[9] https://www.youtube.com/watch?v=XUAowd3Qaso…
[10] Newsweek riporta “più di cento persone” https://www.newsweek.com/prison-riot-monroe-coronavirus… mentre la CNN “quasi duecento persone” https://edition.cnn.com/…/washington-monroe…/index.html
[11] https://edition.cnn.com/…/ware-state-prison…/index.html
[12] Ad esempio hanno preso a circolare video del genere https://www.youtube.com/watch?v=aJK_7qy73rg&feature=youtu.be
[13] https://twitter.com/LegallyBlahh/status/1289830001194364928
[14] https://threadreaderapp.com/thread/1289831878934102021.html
[15] la sezione dell’Industrial Workers of the World operante nelle carceri
[16] https://incarceratedworkers.org/…/ware-state-prison…
[17] https://www.unionleader.com/…/article_f5971b70-a55f…
[18] https://eu.freep.com/…/chippewa-prisoners…/5790152002/
[19] https://detroit.cbslocal.com/…/housing-cell-in-u-p…/

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